AMICI  di  MONTALCINO  IERI

 

 

HOME  PAGE
LIBRI
MOSTRE
FOTO
GIORNALI
ARCHEOLOGIA
VARIE

 

MONTALCINO
Storia di tutto
e di tutti

 


450° Anniversario della Repubblica di Siena ritirata in Montalcino
1555 - 1559



 

  
MONTALCINO

 

LA  GASTRONOMIA

 
Una cucina tipica e creativa

Non si conosceranno mai profondamente le radici di una comunità senza conoscere le sue tradizioni culinarie cioè le vecchie ricette che si sono tramandate da madre in figlia.
La nostra gastronomia rispecchia gli usi antichi della nostra gente quando si cucinavano prevalentemente pietanze preparate con i profumi dell’olio d’oliva, della cipolla, dell’aglio, del prezzemolo, del pomodoro, della salvia, del rosmarino, del peperoncino e per certe ricette si usavano anche le bacche di ginepro.
Sulla pasticceria particolarmente quella secca (di tante e varie qualità tipiche locali) i nostri pasticceri hanno conquistato mercati mondiali esportandone in grande quantità particolarmente in Germania ed Inghilterra. Particolarmente ricercati il panforte, cavallucci e ricciarelli.
Addirittura la “pasticceria Mariuccia“ si è vista inserire nell’elenco dei prodotti tipici "agroalimentari tradizionali della Regione Toscana" la "Mandorlata di Montalcino"  ed i "Rustici di Montalcino".
 

Foto: Montalcino gastronomica, in un servizio del "Corriere della sera illustrato" del 27/10 /1979.
 


I vini abbinati alle pietanze

Con le carni di "pelo o penna” dal sapore forte è indicato il Brunello o in mancanza di esso il Rosso di Montalcino.
Con la pastasciutta al ragù o con i primi piatti di “pane” va bene il Vino Sant'Antimo Rosso D.O.C., per le pietanze a base di pesce Sant'Antimo Bianco D.O.C..
Per ogni tipo di dolce il "Moscadelletto" D.O.C., destinato da Francesco Redi “a bagnare le ugole delle signore durante i conversali sgranocchiando dolci”.
 

Foto: Antica pasticceri/panificio montalcinese. I loro copiosi prodotti, di piu' specie, particolarmente la pasticceria secca, hanno conquistato i mercati di tutto il mondo.
 

 

Foto: Antica pasticceria montalcinese. I loro copiosi prodotti, di piu' specie, particolarmente la pasticceria secca, hanno conquistato i mercati di tutto il mondo. Nella foto un pasticcere a lavoro.
 


Le ricette

ACQUA COTTA
Soffritto con olio di oliva o strutto di maiale, cipolla, dadi di fiancale, di maiale -pancetta-, sale. Quando ci sono foglie di bietola (nella stagione vari tipi di funghi) si fanno insaporire avviandoli a cottura. Poi pomodoro lasciandolo insaporire con gli altri ingredienti. Si aggiunge un po' d'acqua. Quando alza il bollore si mettono fette di pane duro. Questa pietanza rispondeva alla necessità di utilizzare il pane quando cominciava ad essere secco. Quando le condizioni economiche 10 permettevano prima di togliere dai fornelli il tegame dell'acqua cotta, ci veniva sbattuto un uovo a testa e formaggio pecorino grattugiato. L'acqua cotta veniva cucinata anche con le bietole. In questo caso dopo il soffritto e il pomodoro si aggiungevano le bietole e stufeggiandole si portavano a cottura poi acqua calda necessaria, prima delle fette del pane. L'acqua cotta poteva essere cucinata con gli zucchini. Questo tipo di acqua cotta era in voga fra i logaioli, mezzadri della collina, che quasi tutti coltivavano il proprio orto. In questo caso dopo il soffritto e il pomodoro si aggiungevano gli zucchini, che stufeggiandoli si avviavano a cottura, poi acqua calda necessaria e infine fette di pane non fresco. 

BRICIOLATA
Pane duro affettato e messo in un vassoio o tegame. Sopra si versa il siero che non è altro che il residuo della ricotta. Con il liquido ci sono molte briciole della ricotta. La pietanza è gia pronta. 

FARINATA CON L'UOVO 
La farina di granturco si amalgama con delle uova, uno per ogni persona. A parte si farà bollire in un recipiente l'acqua necessaria dopo averla salata. Quando l'acqua bolle far cadere lentamente nel recipiente la farina di granturco amalgamata nell'uova avendo cura di rigirarla continuamente con un mestolo. Prima di portare a cottura la pietanza aggiungere i "crostini" v. di pane arrosolati nell'olio o nell'unto (strutto di maiale). 

FARINATA DI FARINA DI GRANTURCO CON I FAGIOLI
Si cuoce la farina di granturco in una marmitta, come se si facesse la polenta. Si prepara un soffritto con cipolla, pancetta di maiale, dadini di pane secco, sale. Arrosellati questi ingredienti si aggiunge conserva di pomodoro lasciando insaporire, poi i fagioli lessati. Si lascia stufeggiare a fuoco lento. Appena la fari nata sarà portata a cottura si aggiunge questo stufato e si rigirerà il tutto per una decina di minuti. 

FETTE DI CAVOLO 
Si lessa il cavolo fiore. Si trincia il cavolo e le foglie ormai lessate. A parte avremo crogiato le fette di pane agliandole, si tufano nell'acqua dove è stato lessato il cavolo e mettendole in un vassoio a strati. Sopra a queste fette si mette cavolo e foglie trinciate, condite con olio, aceto, sale e pepe. 

FRASCARELLI
A parte si preparano i frascarelli: farina di grano con un po’ di gocciole d' acqua, si mischia e si struscia fra le mani formando dei grumi. Soffritto di cipolla, pancetta di maiale fresca o salata, sale. Arrosellati questi ingredienti si aggiunge pomodoro e fagioli lessati, si lascia stufeggiare pian piano a fuoco lento, si aggiunge poi acqua necessaria e si porta a ebollizione, si versano i frascarelli portandoli a cottura.

GNOCCHI DI POLENTA
Si prepara la polenta con farina di granturco. A cucchiaiate si mette poi in un vassoio, condendo con il sugo e formaggio pecorino grattugiato. Il "battuto" deve essere cucinato con soffritto di cipolla (appena arrosolata), olio, sale, poca pancetta di maiale o, a piacimento, carne macinata. Arrosolati al punto giusto questi ingredienti si aggiungono funghi. Indicati sono gli ordinali (Clitocybe Infundibulfornlis) che legano molto bene con la polenta. Si aggiunge pomodoro e tutto si porta a cottura molto, mollo lentamente, a fuoco lento. 

LATTAIOLO
Soffritto di cipolla con olio e sale. Arrosolata la cipolla si mette pomodoro e acqua quanto basta. Si lascia bollire un po’. A parte si sbattono le uova allungate con acqua a farina di grano, si mescia il tutto nel pomodoro, si lascia bollire ancora per pochi minuti e la pietanza é pronta. 

MACCHERONI AL BRUNELLO
Soffritto con olio, cipolla, prezzemolo, sale e pepe. Arrosolati questi ingredienti, si aggiunge carme macinata, di vitella e di maiale. Si lascia insaporire e si porta a cottura, aggiungendo brunello. A parte avremo preparato i maccheroni, tagliati non larghi, si fanno cuocere e, dopo averli scolali, vanno saltati in padella con il ragù al brunello e abbondante cacio pecorino. 

MALFATTI
Si arrosolano nell'olio, con sale a chi piace anche pepe e aglio tritato, bietole o spinaci, già lessati, amalgamandole con la ricotta. Ridotto l'impasto in piccoli dischi, si passano nella farina di grano. Si  immettono nell'acqua bollente e quando vengono a galla sono da scolare. Si condiscono con un battuto di carne. Venivano anche conditi con olio di oliva fatto arrosolare con salvia, aglio e sale. 

MINESTRA CON I BACCELLI
Soffritto con olio, sale, poco peperoncino se piace, meglio se unito a dadini di rigatino (pancetta di maiale sotto sale). Arrosolato il soffritto, si aggiungono le fave facendo arrosellare il tutto. Poi pomodoro quanto basta, ulteriore insaporimento, si aggiunge acqua a sufficienza e si porta a cottura le fave, infine si aggiunge la pasta, preferibilmente corta. Con le stesse indicazioni si può fare la minestra con i piselli, ma in questo caso è preferibile la pasta fatta in casa e precisamente i tagliatini. 

MINESTRA CON I "CROSTINI"
Soffritto di cipolla, pancetta di maiale fresca o salala, piccoli dadi di pane. Si lascia arrosellare, poi si aggiunge pomodoro lasciando tutto insaporire. Da parte si cuoce un tipo di pasta corta, non grossa, gramigna o gozzini. Prima di portarla a cottura si scola l'acqua superflua, si aggiunge il soffritto, si lascia bollire tutto per pochi minuti. 

MINESTRA CON I RAZZI
Soffritto con cipolla, pancetta di maiale fresca o salata, sale. Arrosellati questi ingredienti, si aggiunge pomodoro appena insaporito. Tutto si aggiunge acqua. L'acqua con il soffritto determinava una "razzata". Al momento che il liquido va in ebollizione si versa la minestra e si porta a cottura.

MINESTRA DI PATATE
Soffritto di cipolla con olio di oliva, sale, peperoncino se piace. Arrosolato il soffritto si mettono patate sbucciate a pezzetti a piacimento. Si insaporisce il tutto avendo cura di rigirare continuamente fino a quando le patate non saranno molto arrosolate. Poi pomodoro, dopo alcuni minuti di insaporimento, si mette acqua quanto basta. Appena l'acqua è in ebollizione, si getta la pasta, preferibilmente corta, portandola a cottura. 

MINESTRA IN BRODO DI CARNE
I montalcinesi cucinavano il brodo di carne, con la vaccina, con il pollo, cappone, con il coniglio, con i merli, con la ghiandaia, fagiano femmina, "locio", piccione, faraona. Dalla ghiandaia ne scaturisce un brodo scuro, ma molto squisito. Con il brodo di pollo e di cappone ci venivano cotti i tagliatini che sarebbero poi la sfoglia dei maccheroni fatta a mano molto stretti. Nel brodo di gallina usava metterci le rigaglie e le ovette che erano all'interno della gallina stessa. 

MINESTRA NEL GRUGNO
Si mettono a bollire nell'acqua i pezzi del grugno deI maiale ben puliti unitamente a cipolla, bietole, qualche patata sbucciata, pomodoro, peperoncino, sale. Si porta a cottura il tutto e lo si passa con il passatutto, poi si aggiunge il brodo. Appena si alza il bollore si mette la pasta tagliata, c'è chi preferisce il riso, e si porta a cottura. Un po’ di brodo va lasciato a parte in una pentola per depositarvi il grugno del maiale che deve essere servito lesso, ben caldo e mangiato con sottoceti, funghi sottolio, salsa verde. Erano questi piatti preparati particolarmente in occasione delle famose "sporcellate".

MINESTRA SUDICIA
Si fa scaldare il ragù che è servito per condire la pastasciutta, si aggiunge l'acqua, quando alza il bollore ci si versa la pasta corta, si porta a cottura. 

PAPPA CON BUDELLA DI POLLO
Si puliscono bene le budella di pollo, lasciandole anche per varie ore nell'aceto. In una marmitta si mettono le budella, aglio a spicchi, pomodori interi di piccole dimensioni ben maturi, fette sottili di pane duro, lasciando bollire il tutto per 40 minuti. 

PAPPA CON L'UOVO
Acqua, aglio, sale, un chiodo di garofano se piace, pomodoro e fette di pane non fresco. Lasciare bollire lentamente tutto a lungo. Aggiungere olio di oliva crudo, un uovo sbattuto a testa, lasciare bollire ancora per alcuni minuti e la pietanza è pronta. La pappa con l'uovo è stata I 'alimentazione base con la quale venivano nutriti i bambini una volta. Dagli anziani si sente dire "so’ cresciuto con la pappa biasciata". Cioè la mamma metteva il cucchiaio della pappa nella propria bocca al fine di raffreddare il cibo prima di farlo ingerire al bambino. 

PAPPARDELLE SULLA LEPRE
Soffritto con aglio, cipolla, sale, pepe, olio. Si aggiunge al soffritto la coratella della lepre e un po’ di polpa di lepre macinata. Si lascia arrosolare, poi si aggiunge sangue di lepre e  un po’ di vino rosso. Se necessario, per portare a cottura il tutto si aggiunge del brodo di lepre. A parte si prepara la sfoglia fatta a mano, si taglia a strisce larghe due dita e appena cotte, le pappardelle, si scolano e si condiscono con il sugo.

PAPPA SUL MERLO
Un merlo a testa. Si pelano i merli e si abbrustoliscono, togliendogli ogni pur minimo cacchione, si ripuliscono delle interiora, si fanno arrosolare con spicchi di aglio, sale e pepe, si aggiunge pomodoro e acqua e si fanno bollire per circa un'ora e mezzo. Dopo di che si aggiungono fette di pane si lascia bollire tutto per altri 20 minuti. I merli che saranno bolliti, si consiglia di mangiarli con patate all'olio o con purée. 

PASTASCIUTTA CON BATTUTO BUGIARDO
Soffritto con olio, cipolla, prezzemolo, alcuni dadini di lardo di maiale, sale e, nella stagione dei funghi, anche questi. In seguito si aggiungeva pomodoro lasciando insaporire a fuoco lento. A parte cuoceremo la pasta, a cottura avvenuta dopo averla scolata, vi si verserà il battuto e si serve. Questa pastasciutta sarà una "specialità" se nel battuto bugiardo aggiungeremo i fagioli lessati e stufeggiati con questo. 

PASTASCIUTTA CON L' AGNELLO
Soffritto con olio, aglio, prezzemolo, sale, pepe. Quando il soffritto è pronto si aggiungono i pezzi di agnello già arrosolato a parte e scolato dell'acqua. Si fa insaporire poi si aggiunge il pomodoro e si porta a cottura. Con l'umido ci veniva condita la pastasciutta. 

PASTASCIUTTA NEL POLLO
Soffritto con aglio, prezzemolo, sale, pepe, olio. Quando il soffritto è pronto si aggiungono i pezzi di pollo e si arrosolano. Si aggiunge pomodoro, si lascia stufeggiare e si porta a cottura aggiungendo di volta in volta acqua calda, meglio se brodo di carne. L' umido servirà per condire la pastasciutta. 

POLENTA CON BATTUTO DI FUNGHI ORDINALI
Come "prassi" è quella della preparazione della polenta comune. Quando è cotta si rovescia nella spianatoia, e a fette messa nei piatti si mangia con il battuto con funghi "ordinali" che avremo preparato a parte. Così si prepara il battuto con funghi "ordinali". Battuto di aglio, fiancale di maiale, sale e pepe. Arrosolati questi ingredienti si mettono i funghi. Si lascia insaporire tutto, si versa il pomodoro lasciando stufeggiare un po’ si porta a cottura aggiungendo di volta in volta l'acqua necessaria. Il fungo "ordinale" era ricercato per questo uso potendolo altresì conservare secco e consumarlo durante l'inverno. L'avanzo della polenta veniva crogiata sulla brace sopra il treppiedi e mangiata con la ricotta, e anche con il miele che i boscaioli trovavano nei tronchi cavi degli alberi. veniva anche fritta con "l'unto" v. di maiale, poi salata o zuccherata a piacimento.

POLENTA CONDITA DENTRO
Come "prassi" è quella della preparazione della comune polenta. Quando la polenta è avviata a cottura, nel paìolo dì rame si fa un soffritto preparato nella padella nera che consiste nell'aver arrosolato dadini di pane, unitamente a "fiancale" di maiale sale e pepe. Si rigira il tutto per alcuni minuti, si rovescia nella spianatoia e si mangia senza altri ingredienti. 

POLENTA DEI BOSCAIOLI
Nel paìolo di rame si mette a bollire dell'acqua e si sala quanto basta. A ebollizione iniziata sì comincia a versare la farina di granoturco che uscirà dal pugno in continuità. Mentre la farina si mischia con l'acqua si provvederà a rigirare continuamente con il "ranzagnolo", avendo riguardo che non si creino dei grumoli. Versata tutta la farina si continuerà a rigirare la polenta fino alla cottura. È cotta quando si stacca continuamente dalle pareti del paiolo. A questo punto si rovescia sulla spianatoia e tagliata a fette con un filo di refe, si rimette nel paiolo. Si forma uno strato di polenta si cosparge con pecorino grattato e così di seguito. Il paiolo si rimette sopra al fuoco, e con le proprie mani ognuno si serve, prendendo una fetta di polenta alla volta. A piacimento, è raccomandabile, oltre al formaggio, aggiungere sopra le fette di polenta delle gocce d'olio d'oliva e magari del pepe.

POLENTA DI FARINA DOLCE DI CASTAGNE
Si mette l'acqua nel paiolo. Appena bolle tutta una volta si mette la farina dolce, avendo cura di praticare un buco con il ranzagnolo. Quando l'acqua uscirà dalla sommità di questo buco si scola quella che riteniamo superflua. Si rigira poi per 10 minuti questo pastone nel paiolo e si rovescia sulla spianatoia. Si mangia tagliata a fette con la ricotta, o anche sola. È buona fritta nello strutto di maiale, crogiata sulla brace. Era il pasto delle donne quando, recandosi al bosco a fare la brace o i fastelli della legna. Magari mangiavano e camminavano. 

POMODORATA
Soffritto con molta cipolla, olio di oliva, sale. Arrosolata la cipolla si aggiunge il pomodoro con acqua quanto basta, si lascia bollire lentamente per un pò, si versa poi sulle fette di pane preparate nei piatti. 

PINCI CON LE BRICIOLE
Questa è un'antichissima pietanza della nostra gente. Pietanza molto povera alla portata di tutti. Farina, olio o unto, pane secco, ingredienti che non mancavano a nessuno. Si preparano i pinci: farina, acqua e se c'era un pizzico di sale. Amalgamata la pasta, si comincia a tirare i pinci preparandoli a matasse e lasciandoli sopra la spianatoia o il tavolino. A parte si friggono, nell'olio d'oliva e nell'unto di maiale con un po’ di sale, le briciole dal pane secco. Si fanno cuocere i pinci e dopo averli scolati si condiscono con le briciole. Con le briciole si possono condire anche gli spaghetti. Oggi ai pinci è riservato, giustamente perché i pinci lo meritano, un condimento ben più ricco e appropriato, anche per valorizzare il lavoro delle brave massaie che ancora li tirano con il calore della mano. 

 

 

 

 

 

 

 


Foto: Preparazione dei pinci: farina di grano, acqua un pizzico di sale, il tutto impastato e ridotto a sfoglia e tagliata successivamente a striscioline che vengono quindi arrotolate con il palmo della mano sino a renderle simili agli spaghetti.

 

RISO CON CAVOLO A PALLA (VERZA)
Soffritto con olio di oliva, cipolla tritata, sale peperoncino a piacimento. Arrosolata la cipolla, si mettono le foglie di cavolo crude, insaporendole molto e avendo cura di rigirarle continuamente. Si aggiunge pomodoro, pochi minuti di insaporimento, poi si versa acqua bollita quanto basta, facendo bollire fino a quando il cavolo non è ben cotto; infine si versa il riso portandolo a cottura. Il riso può essere preparato con spinaci e bietole seguendo le stesse modalità. 

SALIMBECCA  (PANZANELLA)
Ci vuole pane almeno di due giorni, una volta era fatto in casa. Il pane si lascia nell'acqua alcune ore, poi si strizza ben bene con le mani e si mette in un vassoio. Sopra si tagliano finemente molte verdure sedano, qualche foglia di insalata, cipolla e, a chi piace, aglio, cetriolo, peperone(verde), pomodoro. Si condisce con olio, aceto, sale, pepe a piacimento. 

TAGLIATINI CON I CECI
Sfoglia fatta a mano con farina di grano, uova, un pizzico di sale, acqua calda quanto basta. Tirata fina, lasciata riposare, poi avvoltolata a tagliata a Striscioline di un centimetro a “ tagliatini ". A parte avere già lessato i ceci. Soffritto di aglio con olio di oliva, sale e rosmarino. Arrosolate questi ingredienti e aggiungete il pomodoro. Quando è tutto insaporito si mettono i ceci lasciando stufeggiare a fuoco lento, aggiungendo acqua calda ogni qualvolta è necessario. Al momento giusto si mette acqua calda necessaria, si porta a ebollizione, si versano i tagliatini ormai pronti. Pochi minuti di cottura e si servono. In mancanza dei tagliatini si supplisce con pasta gramigna. 

TAGLIATINI CON I FAGIOLI 
Sfoglia fatta a mano e fagioli lessati. Soffritto di cipolla, con olio di oliva, piccoli dadini di pancetta di maiale (anche salata) e sale. Arrosolati questi ingredienti al punto giusto si aggiunge pomodoro lasciando insaporire tutto; si aggiungono i fagioli lasciandoli stufeggiare, a fuoco Iento, rigirando continuamente il tutto. Al momento giusto si aggiunge acqua calda necessaria e ad ebollizione iniziata si versano i tagliatini che in pochi minuti giungono a cottura. In mancanza dei tagliatini si può supplire con pasta corta: gozzini. Quando questa pietanza “ avanzava" era norma rimangiarla saltata in padella con un po’ di pecorino grattugiato. 

ZUPPA DI CARCIOFI
Sfogliare i carciofi di tutte le foglie dure. Devono rimanere solo le foglie molto tenere. Soffriggere questi carciofi spezzettati con olio di oliva, aglio, sale, peperoncino, avviandoli a cottura con latte e brodo di carne. Tutto deve essere passato in modo da formare una “crema". Si lascia bollire ancora un po’, poi si versa su fette di pane crogiate o fritte nell'olio senza indorare. C'era chi seguiva gli stessi criteri, ma al posto d ci carciofi usava gli asparagi selvatici. 

ZUPPA DI FAGIOLI
Era un pasto all'ordine del giorno, quando il pane era fatto in casa, una volta alla settimana, e dopo alcuni giorni era duro. Soffritto con cipolla, olio sale, a piacimento peperoncino. Insaporiti questi ingredienti, si aggiungono le bietole crude, qualche foglia di cavolo nero e si lascia arrosolare ben bene. Poi si mettono i fagioli lessati nel pomodoro e si lasciano stufeggiare, poi si aggiunge acqua e si rilascia bollire a fuoco molto lento per molte ore. Il liquido deve diventare una '”crema". Si serve sopra le fette di pane “crogiate". 

ZUPPA DI FUNGHI 
Un misto di funghi, più specie possibili (porcini, cucchi, ordinali, paonazzi, giallarelli, dentini, vesce) finemente sminuzzati. Soffriggere con olio d'oliva, cipolla, aglio, prezzemolo, carota e sedano. Si lascia arrosolare, quindi si spolvera leggermente con farina di grano. A questo punto si aggiungono i funghi con sale e pementa, a piacimento pomodoro e una sufficiente quantità di brodo. Quando la zuppa è cotta si versa su fette di pane abbrustolite e agliate. 

ZUPPA DI PASQUA
Acqua, sale, chicchi di pepe, chicchi di garofano, stinco di agnello e si lascia bollire per un'ora. Si toglie l'agnello e si mettono nel brodo spinaci freschi interi, formaggio pecorino grattato, uova lessate tagliate a dadi si lascia ancora bollire per un po’. A parte si crogiano fette di pane e su di esse, nei piatti si versa la zuppa.

ZUPPA LOMBARDA
Si fanno lessare i fagioli. Si preparano fette di pane tagliate fine, si fanno crogiare e si mettono in un vassoio. Si condiscono i fagioli con olio, aceto, sale e pepe, si rovesciano quindi sul vassoio delle fette. 

AGNELLO CON I PISELLI
Soffritto di prezzemolo, aglio, sale e pepe. Arrosolato il tutto si aggiunge il pomodoro, poi i piselli freschi, acqua quanto basta e si lascia bollire. A parte, soffritto di olio, aglio, rosmarino, sale e pepe. Arrosolati questi ingredienti si aggiungono i pezzi di agnello avviandolo alla coltura. AI momento giusto si aggiunge l'agnello quasi cotto ai piselli e si lascia stufeggiare il tutto fino a coltura. 

AGNELLO CON SPINACI
Soffritto di olio, aglio, rosmarino, sale e pepe. Arrosolati questi ingredienti, si aggiungono i pezzi di agnello, lasciandoli quasi cuocere, per poi toglierli. Nel tegame dove è stato fatto il soffritto si mettono gli spinaci lessati, lasciandoli insaporire. Si aggiunge pomodoro, acqua quanto necessario e si lascia stufeggiare. Infine si aggiungono agli spinaci i pezzi di agnello e si lascia insaporire fino a cottura. 

ARROSTO GIRATO
Era il "biglietto da visita" delle pietanze, specie nel periodo della caccia. Arrosto girato di tordi, merli e altri uccelletti. Maiale allo spiedo, piccioni, coniglio, pollo erano le carni preferite per questa pietanza. L 'arrosto deve essere preparato bene con sale, peperoncino, salvia, aglio. Si deve cuocere Ientamente al fuoco della fiamma del focolare e non della brace. Sotto I’ arrosto ci deve stare la ghiotta dove ricade l'olio d'oliva e il grasso delle carni che si arrostiscono, con il quale va untato l'arrosto che gira. I palati fini raccoglievano, o facevano raccogliere, nel mese di ottobre, le bacche di sondria (Ientisco) le frangevano come le olive, ci ricavavano un olio che usavano esclusivamente per ungere gli arrosti di cacciagione. Questo olio darebbe alla pietanza una squisitezza unica. I "patiti" di questa pietanza, poi alimenteranno la fiamma al focolare solo con legna stagionata di ginepro per dare così all'arrosto, un profumo che solo questo legno può dargli, e che lega propiziamente le carni assortite di pelo o di penna. 

BACCALÀ ALLA GRIGLIA
Dopo che il baccalà è stato nell'acqua quanto necessario, si mette nella gratella e si lascia arrosolare fino a cottura. Si condisce poi con olio, aceto di vino e pepe. Si mangia con contorno di ceci conditi con olio, aceto, sale e pepe. 

BACCALÀ CON I FAGIOLI
Soffritto di aglio (c'e chi preferisce la cipolla). Salare a piacimento (il baccalà, anche se e stato in bagno, non si dissala completamente). Arrosolato l'aglio o la cipolla, si mette il pomodoro ad insaporire, poi si aggiungono i fagioli lessati, lasciando ulteriormente insaporire il tutto, infine si aggiunge l'acqua e si lascia stufeggiare a fuoco Iento. A parte si arrosola il baccalà, passalo nella farina di grano, dopo averlo tenuto a bagno almeno per 12 ore. Quando i fagioli sono stufeggiati al punto, si aggiungono i pezzi del baccalà, lasciando insaporire il tutto per alcuni minuti.    C' è chi al posto dei fagioli preferisce i ceci. 

"BACCELLI IN UMIDO"
Soffritto di pancetta di maiale, con aglio, sale e peperoncino a chi piace. Arrosolati questi ingredienti si aggiunge pomodoro e poi fave. Si lascia insaporire tutto poi si aggiunge acqua quanto basta e si porta a cottura. Così si cucinano anche piselli freschi. 

CARCIOFI AL ROSMARINO 
Battuto con olio di oliva, sale, peperoncino aglio, rosmarino abbondante. Lievemente soffritti questi ingredienti, si mettono i carciofi sfogliati e tagliati a spicchi, che avremo tenuto nell'acqua insieme a croste di pane o al limone. Si lasciano cuocere con la propria acqua. 

CARCIOFI IN UMIDO
Soffritto con aglio, olio, sale. 1mbiondito l'aglio si mettono i carciofi sfogliati della parte dura, i quali saranno stati nell'acqua con fette di limone o di pane. Scolati i carciofi, spezzettati si faranno arrosolare nel soffritto, aggiungendo pomodoro, portandoli a cottura con acqua calda dove avremo diluito un po’ di farina di grano. 

CARDUCCI (CARDI) IN UMIDO 
Stessa procedura per la preparazione dei sedani in umido. 

CAVOLO FIORE IN UMIDO 
Metteremo nel soffritto di olio, aglio, sale e pepe il cavolo già scottato in acqua bollita e passato sulla farina di grano, arrosolandolo al punto giusto. Pomodoro e appena stufeggiato con il cavolo, si aggiunge acqua e si lascia insaporire il tutto. 

CINGHIALE ALLA CACCIATORA
Battuto con olio, sale, peperoncino, cipolla, foglie di alloro. Imbionditi questi ingredienti, si mette il cinghiale tagliato a piccoli pezzi, al quale avremmo fatto fare "l'acqua", cioè il cinghiale sarà stato messo in un tegame sopra il fuoco lento senza odori, appunto per spurgare "l'acqua" e togliere alla carne il selvatico superfluo. I pezzi di cinghiale unitamente al battuto si lasciano insaporire, si aggiunge pomodoro, poi vino rosso e brodo di carne e si porta a cottura. 

CIPOLLE IN TRIPPA
Si puliscono le cipolle, a volontà, rosse, di media grandezza, spaccate a segno di croce. Si prepara un soffritto con un battutino di prezzemolo, pancetta di maiale, aglio, sale, olio. Si lascia arrosolare al punto giusto. Nella teglia si mettono le cipolle ad insaporire, poi si aggiungono i pelati di pomodoro e si portano quasi a cottura, a fuoco lento. Prima di servire le cipolle, si cospargono con pane e cacio pecorino o parmigiano grattato, lasciandole al fuoco ancora per alcuni minuti. 

COLLO DI POLLO O DI LOCIO RIPIENO
Soffritto con aglio, prezzemolo, olio e sale. Arrosolati questi ingredienti si aggiungono i fegatini del pollo o del "locio" portandoli a cottura avendo cura di rigirarli continuamente. A parte avremo preparato pane e cacio pecorino grattato, che impasteremo unitamente a delle uova, con il soffritto e fegatini che metteremo dentro al collo disossato, poi lo faremo bollire con la carne e tutti gli altri ingredienti preparati per il brodo. 

COLOMBACCI IN GALERA
Un colombaccio ogni due persone. Si puliscono i colombacci, pelandoli, abbrustolendoli, togliendogli le interiora. Si prepara un piccolo soffritto con olio, sale, prezzemolo. Arrosellati questi ingredienti si mettono i colombacci a insaporire insieme a una quantità necessaria di piccole cipolle intere, dopo averle pulite, e mezzo bicchiere di aceto di vino. Si aggiunge acqua, un chiodo di garofano, pepe in chicchi, zenzero e altro sale. Si porta a cottura il tutto a fuoco lento. Non coperchiare il recipiente durante la cottura. 

CONIGLIO AL BRUNELLO 
Soffritto con pancetta di maiale, aglio, salvia. Arrosolati questi ingredienti, si aggiungono i pezzi del coniglio. Lo faremo arrosolare ben bene, poi aggiungiamo il brunello, portando il coniglio a cottura. Il segreto della buona riuscita consiste nel tenere il tegame coperto durante la cottura. 

CONIGLIO CON LE CIPOLLE
Si spezzetta il coniglio e si mette nell'acqua e aceto tenendocelo per qualche ora. Si tagliano le cipolle a piccoli pezzi e si mettono nell'acqua per qualche ora avendo cura di cambiare spesso l'acqua e poi scolarle bene. Nella teglia poi si mette coniglio, cipolle, sale, pementa, rosmarino, olio e si lascia arrosolare. Si aggiunge poi vino bianco per insaporire tutto e si porta a cottura la pietanza con il brodo di vaccina o di pollo. Questa pietanza è vecchissima. A "naso" può darsi che fosse cucinata quando a Montalcino non si conoscevano i pomodori. 

CONIGLIO RIPIENO AD ARROSTO MORTO 
Soffritto con aglio, prezzemolo tritato, sale "pementa" v., olio. Arrosolati questi ingredienti si aggiungono i dentrami del coniglio lasciando insaporire. Il tutto poi si impasta con il cacio pecorino, pane grattato e uova per riempire l'interno del coniglio. Il coniglio ripieno si mette in un tegame con olio, spicchi di aglio, rosmarino e si porta a cottura con il vino rosso.
Il ripieno può essere preparato con bietole o spinaci arrosolati al posto deI cacio e pane grattato. Il ripieno può anche non essere lessato. 

FAGIOLI IN GALERA 
In una marmitta si mettono i fagioli crudi con sale, peperoncino, pancetta, cotiche, zampo di maiale, acqua, piccoli pomodori stagionati interi, un bicchiere di vino rosso. Si lascia bollire a fuoco lento. Durante la cottura non scoperchiare la pentola. 

FAGIOLI STUFATI 
Soffritto di cipolla, con salvia e olio. Insaporiti questi ingredienti, si aggiunge pomodoro, si lascia cuocere un pò, poi si mettono i fagioli lessi, stufeggiando a fuoco Iento, in modo che i fagioli non si spappolino. I fagioli si rifanno con il lesso, oppure con i salsiccioli, con le cipolle, con il graticcio (costole di maiale), con le cudenne (cotiche di maiale lessate), con i funghi, con l’uccelletti. Tutti questi ingredienti si fanno ovviamente arrosolare, se necessario portandoli quasi a cottura, dopo il soffritto. 

FAGIOLI STUFATI CON GLI SPINACI 
Soffritto con aglio o cipolla, sale e pepe a piacimento. Quando il soffritto é pronto si mettono gli spinaci lessati e si fanno arrosolare, poi si aggiunge il pomodoro e si fa insaporire per alcuni minuti, infine si mettono i fagioli lessati e si fa stufeggiare a fuoco lento per il tempo necessario. Lo stesso procedimento se al posto degli spinaci si utilizzano le bietole o le cipolle. 

FARAONA AL VIN SANTO 
Battuto di cipolla bianca lasciandola imbiondire nell'olio. Si aggiunge la faraona tagliata a pezzi, con sale e pepe facendo arrosolare tutto. Poi si mette vino bianco e brodo di pollo o di vaccina. Ritirato questo liquido a quasi cottura avvenuta si versa il vin santo lasciando insaporire il tutto mentre si porta a cottura completa, la pietanza. 

FICHI DOTTATI FRESCHI E PROSCIUTTO 

FIORI DI ZUCCA RIPIENI 
Soffritto con olio, aglio, sale e "pementa" v. a chi piace. Arrosolati questi ingredienti si aggiunge carne vaccina lasciando insaporire. Tutto poi si amalgama con cacio pecorino, pane grattato e uova. Con questi ingredienti si riempiono i fiori di zucca portandoli a cottura in un tegame dove spicchi di aglio sono stati arrosolati nell'olio di oliva, portandoli a cottura. A piacimento dopo aver fatto arrosolare gli spicchi di aglio si può far insaporire il pomodoro per poi metterci i "fiori" ripieni. 

FOGLIE DI CAVOLO FIORE STRASCICATE (SALTATE) IN PADELLA
Nell'unto (strutto) o olio d'oliva si arrosolano spicchi di aglio. Intanto avremo lessato le foglie di cavolo fiore. Si tagliano, si mettono nella padella insieme all'aglio ormai arrosolato e si portano a cottura rigirandole continuamente. La pietanza è più gustosa se si aggiungono costole di maiale o fiancale (pancetta di maiale) o salsiccia. 

FRITTATA CON GLI ZOCCOLI 
Si tagliano delle fette di regatino (pancetta di maiale) salato e si fanno arrosolare in padella. Si sbattono delle uova, uno a persona, si sala, si rovescia nella padella e si porta a cottura, facendo cuocere la frittata da una parte e dall'altra. 

FRITTATA DI ASPARAGI SELVATICI 
Si fanno scottare gli asparagi, si arrosolano in padella. Si sbattono le uova, aggiungendo sale e si rovesciano sugli asparagi portando a cottura la frittata. 

FRITTATA DI CARCIOFI 
Nell'olio si fanno arrosolare i carciofi, sfogliata la parte più dura, si sala. A parte si sbattono le uova, allungate con farina di grano e acqua, con le quali si ricoprono i carciofi già arrosolati, portandoli a cottura. 

FRITTATA DI FIORI DI ZUCCA 
Si arrosolano i fiori di zucca nella padella; si sbattono delle uova, uno a testa, si rovesciano sui fiori e si porta il tutto a cottura. 

FRITTATA DI GETTI GIOVANI DI VITALBE 
Si raccolgono i giovani getti di vitalbe, si scottano nell'acqua bollita, si arrosolano nella padella. A parte si prepara una pastella liquida di farina di grano e sale. Si getta nella padella dove sono i vitalbini arrosolati. La pastella può essere a piacimento sostituita dalle uova sbattute. Si porta il tutto a cottura. È una pietanza di verdura rustica. 

FRITTATA DI PORCINI 
Questo tipo di fungo adulto, dopo averlo pulito e lavato, cuocerlo con la propria acqua in padella con olio e sale. Sbattere le uova e rovesciarle sui funghi ormai cotti. Portare la frittata a cottura. 

FRITTATA IN TRIPPA 
Si sbattono delle uova, uno a testa, si sala. Nella padella intanto si è fatto arrosolare pane grattato e formaggio grattato, pecorino o parmigiano. Appena arrosolati questi ingredienti si rovesciano le uova sbattute e si porta a cottura la frittata. A parte avremo preparato la salsa di pomodoro. Appena questa alza il bollore ci metteremo la frittata che avremmo tagliato a strisce o a piccoli quadretti. Si lascia insaporire per alcuni minuti. 

FRITTO 
Una pietanza che andava per la maggiore era il fritto. In un pranzo che si "rispettasse" non mancava mai. I montalcinesi dicevano che fritti sono buoni anche gli scardacci, e qualcuno diceva anche le "scarpacce". Friggevano la coratella di agnello, la testuccia di agnello, le animelle di vaccina, il coniglio, il pollo, le costole di agnello, fette di carne vaccina, che poi magari rifacevano con il pomodoro, fette di sanguinello v., molte verdure. Fiori di zucca, zucchini, cavolo fiore, gobbi, sedani, carducci v., costole di bietole. Friggevano funghi porcini, cucchi v., carciofi, patate, fette di pane, fiori di "cascia" v. fiori di sambuco, ma anche la salvia. Quello che doveva essere fritto veniva tufato leggermente nella farina di grano, indorato e immesso immediatamente in molto olio di oliva bollente. Il fritto era considerato una pietanza fine, delicata e morbida. Il fritto è buono se mangiato molto caldo. 

FUNGHI STRASCICATI (SALTATI) IN PADELLA 
Molte specie di funghi possono essere cucinati con questa ricetta. Segnaliamo in particolare il pinarolo (Boletus elegans) e i paonazzi (Hygrophl"US Russola), olio di oliva o strutto, aglio, sale e peperoncino unitamente a costole di maiale. Puliti e lavati i funghi si mettono in padella portandoli a cottura con la propria acqua. 

GIALLARELLO (CanthareIlus Cibarius} CON I FAGIOLI O PISELLI
Arrosolare l'aglio in olio di oliva, sale e pepe, aggiungere i funghi, insaporito tutto si mette il pomodoro lasciando andare il tutto e lentamente si porta a cottura. 

GIRELLO DI SPALLA DI VITELLO AL BRUNELLO 
Arrosolare nell'olio di oliva e sale il girello. Poi aggiungere sedano, cipolla, carota, e brunello, lasciando bollire tutto per moltissimo tempo. Si toglie il girello ormai cotto e il resto si passa formando una "crema" dove rimetteremo la carne affettata. 

INSALATA DI CAMPO (Distinta da quella coltivata) E UOVA SODE 
Per una buona insalata ce ne vogliono molte specie. Bisogna raccogliere i "crespini", i "raponsoli", i " gallinelli", i "tomacrepoli", la "nociarella, i " pisciacani", ( vedi i nomi italiani e scientifici nella sezione parole), la borraggine, il radicchio salvatico, la lattuga, la cicoria. Insieme all'insalata, a chi piace, ci trita l'aglio, poi acciughe (una volta erano sarde) o uova sode. L' insalata di campo è buona quando è tenera, cioè durante I' inverno, quando il gelo la secca e con il sole rinasce. Chi la coglie fuori di questa stagione, la mangia all'olio dopo averla lessata. 

INVOLTINI DI CARNE VACCINA CON PISELLI FRESCHI O FAGIOLI
Battuto di aglio, prezzemolo, sale e pepe, il tutto arrosolato nell'olio al punto giusto e utilizzato come ripieno nelle fette di carne, avvoltolate e legate con de refe fermate con uno stecco. Una volta arrosolati gli involtini, si tolgono e si prepara un soffritto d'aglio, se si intende fare gli involtini con i piselli, con cipolla se con i fagioli, aggiungendo sale e pepe a piacimento. Si mette nel soffritto il pomodoro, poi i piselli o i fagioli lessati. I piselli si avviano a cottura, i fagioli si lasciano stufeggiare a fuoco lento. AI momento giusto aggiungeremo gli involtini lasciando tutto insaporire. 

INVOLTINI DI FOGLIE DI CAVOLO 
Preparare un soffritto con olio, aglio, prezzemolo, sale, pepe a piacimento. Far arrosolare al punto giusto, poi aggiungere carne tritata e portare a cottura lentamente. A parte avremo scottato le foglie di cavolo a palla. Rinvoltolare il "ragu" nelle foglie, arrosolare ben bene, aggiungere pomodoro, lasciare insaporire a fuoco lento, prima che il liquido sia ritirato.

LEPRE ALLA CACCIATORA
Battutino con olio, sale, aglio, rosmarino, salvia e peperoncino. "lmbionditi" questi ingredienti si mettono pezzi di lepre ai quali avremo fatto fare l'acqua, cioè saranno stati messi in un tegame sopra il fuoco lento senza odori, appunto per farli fare l'acqua, al fine di togliere alla carne il selvatico eccedente. Lepre e battutino imbiondito si lasciano insaporire, aggiungendo pomodoro e poi vino rosso e brodo di carne, portando tutto a cottura. 

LEPRE IN SALMÌ 
Battutino di cipolla, aglio, poco rosmarino e poca salvia, si fa soffriggere con olio, sale, peperoncino. Arrosolati questi ingredienti si aggiunge polpa di lepre macinata, facendo insaporire tutto. A parte avremo fatto fare l'acqua alla lepre tagliata a pezzetti. I pezzetti di lepre evaporati si aggiungono a tutti gli ingredienti insaporiti facendo arrosolare il tutto. Poi si versa vino rosso. Al momento che la pietanza ha preso un inconfondibile sapore si aggiunge pomodoro lasciando stufeggiare un pò, poi si porla a cottura con brodo di vaccina o di pollo. La pietanza poi si versa nei piatti sopra alle fette di pane crogiate ed agliate. 

PAONAZZO (Hygrophrus Russola) IN TRIPPA 
Soffritto di aglio e prezzemolo, olio di oliva, sale e pepe. Intanto avremo pulito, lavato e scottato i "paonazzi", si versano sul soffritto e si portano a cottura aggiungendo  zafferano. 

PATATE AGLIO E PREZZEMOLO 
Lessate le patate, si sbucciano e si tagliano a spicchi. Si prepara un battuto di aglio e prezzemolo. Si condisce il tutto con olio di oliva, aceto, sale e "pementa" v. a chi piace. 

PATATE CON IL MAIALE
Si arrosola la carne di maiale, costoleccio o pezzi di schiena. con sale, pepe, aglio e salvia. Arrosolata la carne si toglie e si mettono le patate sbucciate, divise a metà se di grosse dimensioni, intere se più piccole, lasciandole arrosolare fino a quasi cottura. Si rimette poi insieme alle patate la carne di maiale unitamente al pomodoro. Quando il pomodoro si è ritirato e tutto si è insaporito la pietanza è pronta. Questa pietanza si differenzia da un arrosto morto e dalle patate in umido. Dal primo caso perché c'e il pomodoro, dal secondo perché le patate anche cotte non si devono "sfarinare". 

PATATE IN PADELLA 
Nella padella si mette olio, sale, molta salvia. Si lascia soffriggere poi si aggiungono le patate dopo averle sbucciate e tagliate a spicchi di arancio. Rigirandole continuamente si portano a cottura. 

PATATE RIPIENE 
Si vuotano le patate di giuste dimensioni dopo averle sbucciate. Si riempiono con un battuto di aglio, salvia, pasta di salsiccioli di maiale, sale e pepe. Le patate così ripiene si mettono a soffriggere con olio, sale, pepe, salvia. Si portano a cottura con brodo di came di vaccina o di pollo. C' era chi appena ritirato il liquido del brodo aggiungeva pomodoro facendo insaporire tutto. 

PATATE IN UMIDO 
Soffritto con olio, sale, salvia. Arrosolati questi ingredienti al punto giusto si aggiungono le patate sbucciate e tagliate a tocchetti. Si fanno arrosolare ben bene, poi si aggiunge del pomodoro e dopo una stufeggiatura a fuoco lento si aggiunge l'acqua necessaria e si porta a cottura. Le patate, quando le condizioni economiche lo permettevano, venivano "rifatte" con il lesso, il "graticcio", i salsiccioli, il fiancale, (pancetta di maiale) e anche con i funghi. In questo caso, dopo il soffritto e prima delle patate, si fanno arrosolare questi ingredienti. 

PETTO DI TACCHINO CON CIPOLLE 
Si passa nella farina di grano il tacchino, facendolo arrosolare nell'olio di oliva, con sale, pepe e fettine di cipolla bianca. Quando la cipolla è imbiondita si aggiunge vino bianco e brodo di carne vaccina o di pollo e si porta a cottura. 

POLMONE DI VACCINA IN UMIDO 
Soffriggere dell'aglio e aggiungere, se piace, del peperoncino.Quando il soffritto è pronto si aggiunge il polmone facendolo arrosolare bene. Si aggiunge il pomodoro, si lascia stufeggiare il tutto per un po’, si aggiunge acqua e si porta a cottura. Il polmone era cucinato anche in umido con Ie patate. 

POLPETTE DI PATATE E LESSO
Soffritto di aglio, prezzemolo, tutto ben tritato, aggiungere sale e far tutto arrosolare nell'olio. Imbionditi questi ingredienti si aggiunge il Iesso di carne vaccina, anche esso ben tritato lasciandolo insaporire con il soffritto. Si mette poi un po’ di pomodoro lasciando stufeggiare per ritirare ogni liquido. A parte si lessano le patate, si sbucciano e si schiacciano. Le patate poi si impastano con delle uova, formaggio pecorino "grattato" con il soffritto, L 'impasto si divide a polpette, ognuna di esse si infarina e si frigge nell'olio ben bollente. Una volta per friggere si usava anche l'unto v. Le polpette avanzate possono essere rifatte nel tegame con il pomodoro, oppure sbattendo delle uova facendole affrittellare insieme alle polpette. 

PUPPOLE (Macrolepiota Rhacodes) IMPANATE E FRITTE 
Pulire e lavare le puppole, farle a spicchi, indorarle, farle passare sul pane grattugiato e metterle in padella nell'olio d'oliva o nello strutto, bollenti. Portare a cottura. La puppola è buona anche in gratella condita poi con olio, aceto, sale e pepe. 

RANOCCHIE IN UMIDO
Le ranocchie sono commestibili nei mesi che non comprendono la Iettera "erre". Si prepara un battuto con aglio, prezzemolo, zenzero e sale, poi si arrosola il tutto nell'olio. Si aggiungono le ranocchie spellate, lasciate nell'acqua corrente per diverse ore, facendole arrosolare ben bene. Si aggiunge il pomodoro facendo insaporire il tutto per alcuni minuti, infine si aggiunge l'acqua necessaria per portarle a cottura. 

RAPI STRASCICATI 
Soffritto di olio, aglio, sale, pepe a piacimento. Arrosolati questi ingredienti si mettono le foglie e i rapi lessati. Si lasciano "strascicare" (saltare) in padella fino al punto giusto. La pietanza è più saporita se dopo il soffritto faremo arrosolare costole di maiale o salsiccioli. 

ROGNONE DI VACCINA IN UMIDO 
Soffritto con aglio, sale "pementa" v. olio di oliva. Arrosolati questi ingredienti si aggiunge il rognone tagliato a piccoli pezzi, lasciandolo insaporire con un po’ di vino rosso. Si aggiunge il pomodoro e se necessario acqua calda e si porta a cottura. 

SALMÌ DI UCCELLETTI
Si arrosolano gli uccelli nell'olio, sale pepe e salvia. Gli uccelli arrosolati al punto giusto si tolgono dal tegame nel quale metteremo un battuto, di cipolla, prezzemolo, salsiccia e qualche uccello già arrosolato tritato finemente. Si aggiunge sale e pepe, e arrosolati questi ingredienti si rimettono gli uccelli già arrosolati e vino rosso. Quando il vino è ritirato, si aggiunge conserva di pomodoro sciolta nell'acqua calda e a fuoco lento si fa insaporire tutto per il tempo necessario. Il salmì può essere cucinato anche con i tordi, merli. In questo caso è consigliabile dividere a metà gli uccelli al fine di insaporirli maggiormente. 

SANGUINELLO DI AGNELLO FRITTO
(è sangue accagliato come una forma di formaggio pecorino). Si fanno delle fette di sanguinello, si indorano, si friggono in padella ad olio o strutto bollente. 

SANGUINELLO NEL TEGAME 
Soffritto di olio, aglio e sale. Si mettono Ie fette di sanguinello lasciandole arrosolare unitamente a dei semi di finocchio. Si aggiunge il pomodoro e si porta il tutto a cottura. 

SCOTTIGLIA 
Soffritto con olio, aglio, sale, peperoncino, molto rosmarino. Imbionditi questi ingredienti si aggiungono pezzi di carne di pollo, coniglio, maiale, agnello e piccione, si lascia insaporire unitamente al pomodoro e si porta a cottura con vino rosso e brodo di carne. Questa pietanza veniva cucinata nella padella ed era considerata una specie di cacciucco di carne. 

SEDANI IN UMIDO CON IL GALLETTO 
Si lessano i sedani dopo averli puliti. Si arrosolano nell'olio bollente dopo averli infarinati nella farina di grano. Meglio se i sedani si friggono dopo averli indorati. Si aggiunge pomodoro con un po' d'acqua e si lascia stufeggiare portandoli a cottura. I sedani in umido sono molto più buoni se, dopo fritti, si mettono nell'umido dove è stato cucinato il galletto. 

TEGAMACCIO
Era la classica pietanza per la colazione ogni volta che, nelle case veniva ammazzato il maiale. Subito dopo averlo ammazzato, squartato, la massaia toglieva ceci dalla gola, dalla gota, le animelle e cuoceva il tutto in padella dopo aver arrosolato aglio e rosmarino con sale e molta peperoncino, aggiungendo, dopo l' arrosolatura della carne, del pomodoro allungato con acqua. 

TESTUCCIA DI AGNELLO IN TRIPPA
Si rasa e non si spella la testuccia dell'agnello. Si spacca e si toglie il cervello. Si lessa e tutta la carne poi si cucina in trippa v. Questa carne è ottima anche fritta. 

TRIPPA ALLO ZAFFERANO 
Si pulisce e si lessa la trippa di vitello, aggiungedovi un poco di zampo. Si taglia la trippa a strisce e lo zampo a dadi. A parte si prepara un soffritto con olio, aglio, sale e peperoncino. Quando questi ingredienti sono arrosolati si unisce la trippa con lo zampo e si fa insaporire. Si aggiunge poi acqua e si porta a cottura. Prima di ritirare dal fuoco aggiungere lo zafferano. Fra gli ingredienti va bene anche un chiodo di garofano. Si serve calda e, a piacimento, si cosparge con formaggio pecorino stagionato grattugiato. 

ZUCCHINI IN TRIPPA
Battuto con olio, sale, aglio, prezzemolo. Imbionditi questi ingredienti si aggiunge pomodoro e si lascia insaporire, poi zucchini tagliati a pezzetti. Si lascia stufeggiare, poi si aggiunge acqua necessaria. Poco prima della cottura si mette cacio pecorino e pane grattato, lasciando bollire ulteriormente tutto. 

ZUCCHINI RIPIENI
Soffritto con olio di oliva, aglio e prezzemolo tritato, a piacimento peperoncino. Arrosolati questi ingredienti si mette carne di vaccina tritata e si avvia a cottura. Il tutto poi si impasta con cacio pecorino, e pane grattato, uova e l'interno che si c tolto dagli zucchini. Si riempino gli zucchini vuotati, si mettono a cuocere dove abbiamo arrosolato degli spicchi d'aglio nell'olio di oliva e si portano a cottura aggiungendo brodo di carne. La regola, e scoprire poco il tegame dove si cuociono gli zucchini. 

AGLIETTI NOVELLI E GOTINO (guancia di maiale conservata sotto sale) 
Si tufano gli aglietti nel sale e si mangiano insieme al gotino e al pane. Ovviamente con questo mangiare l'acqua non lega, ci vuole vino buono. 

ARINGA SOTTO LA BRACE
Si incarta l'aringa con la carta pagliarina e si mette sotto la cenere con sopra la brace. Pochi minuti ed è pronta. Si toglie la carta, che non è bruciata, si toglie la lisca centrale e si può mangiare condita con l'olio d'oliva, aceto e pepe. È molto indicata con i fagioli lessati all'olio. 

CACIO COI BACCELLI 
Con formaggio pecorino fresco, ma anche con salame o prosciutto. 

CIPOLLA TUFATA NEL SALE E CROSTE DI PANE ZUPPATE NEL VINO ROSSO 
Schiacciare con mani congiunte una cipolla rossa. Si dice che spaccata in questo modo la cipolla sia meno acida. A piccoli spicchi si tufa nel sale e si mangia accompagnata dal pane duro, preferibilmente cortecciolo, intinto nel vino rosso. I vecchi dicono che sia una prevenzione contro ogni tipo di infuenza. 

CIPOLLE SOTTO LA BRACE
Cipolle rosse di giusta dimensione messe sotto la brace. A cottura avvenuta si puliscono e si condiscono con olio di oliva, aceto di vino, sale e, a piacimento, pepe. 

CONDITO
"Condito" come l'insalata, magari con le sarde, preparavano una mescolanza, di verdure crude, pomodori, cetrioli, peperoni verdi piccoli, sedani, cipolla, aglio, che condivano con l'olio di oliva, aceto di vino, sale, pepe. 

CONSERVARE I FUNGHI 
L'essiccazione è il procedimento di gran lunga il più antico per conservare i funghi. Se sono piccoli possono essere seccati interi, altrimenti a fette sottili. Il procedimento di essiccazione è concluso quando i funghi, messi in una caraffa di vetro, producono fruscio e tintinnio. AI momento dell'uso metterli in acqua di rubinetto la sera, il mattino dopo saranno ben rinvenuti e potranno essere usati non solo per i battuti della pastasciutta e per i risotti, ma anche per cucinarli in umido, magari con il galletto, e c'e anche chi li frigge. 

"CROSTINI" 
Fette di pane crogiato cosparse di unto (strutto di maiale) e sale, rimesse poi a scaldare sui carboni. AI posto dello strutto si può usare il midollo delle bestie vaccine. 

CROSTINI CON LE BUDELLA DI BECCACCIA
Soffritto di aglio, prezzemolo tritato, olio di oliva, sale e " pementa " v. Arrosolati questi ingredienti si mettono i fegatini della beccaccia, unitamente ad altri fegatini di selvaggina volatile, infine si aggiungono le budella della beccaccia, tritate ma senza pulire, acciughe sdiliscate e capperi. Si lascia insaporire, portando a cottura con vino rosso. Infine tutto si passa al passatutto ricavandone una "crema" che si spalma su fette sottili di pane tufato nel brodo di carne di pollo. Questi antipasti erano una "sciccheria" raffinata. riservati a privilegiati. 

CROSTINI DI BIGIARELLA (Tricholoma) 
Soffriggere nell'olio d'oliva dell'aglio tritato finissimo con sale e pepe quanto basta. Rosolato l'aglio, aggiungere i funghi, che hanno il pregio di cuocersi con rapidità, dopo averli puliti e lavati. A cottura avvenuta spalmarli sulle fette di pane abbrustolito. 

CROSTINI NERI 
Soffritto, con olio d'oliva, aglio, sale e "pementa". Arrosolati questi ingredienti si aggiungono fegatini di pollo, milza di vaccina insaporendo bene tutto. Si aggiungono acciughe sdiliscate e capperi. A cottura avvenuta si passa tutto nel passatutto ricavandone una "crema", che si spalma su fettine sottili di pane tufate nel brodo di vaccina o di pollo. 

FUNGHI SOTT'OLIO
Soffritto con molto aglio e olio. Arrosolato I' aglio, versare metà aceto e metà vino bianco. Aggiungere peperoncino, pepe in chicchi, foglie di alloro, bacche di ginepro mature, un chiodo di garofano, sale in abbondanza. AI momento che tutto bolle, immergete i funghi non adulti, dopo averli lavati e spezzettati se grossi. Farli bollire 20 minuti. Lasciar raffreddare i funghi dentro il liquido. Farli asciugare. Confezionarli in un recipiente di vetro coprendoli con olio di oliva. I funghi così preparati avranno il pregio di durare molto a lungo e di avere un piacevole sapore. 

INSALATA DI CUCCHI (Ovuli di Amanita Cesarea) 
Tagliare il cucco a fette sottili, condirlo con olio d'oliva, limone sale e pepe. Per un gusto eccellente aggiungere fettine di tartufo bianco e una spruzzata di whisky. Prima di servire lasciare riposare il tutto per oltre due ore. 

MIGLIACCIOLI 
Preparare una pastella liquida con farina di grano, acqua e sale. Versare sulla padella caldissima, con poco olio di oliva o unto di maiale, della pastella liquida in quantità tale che i migliaccioli abbiano uno spessore bassissimo, quasi un velo. Si rigirano alzandoli in aria e facendoli ricadere nella padella. 

PANE AGLIATO 
Attenti alla "finezza" della parola. Fetta di pane abbrustolito cosparsa di molto aglio, sale e solo qualche goccia di olio di oliva. 

PATATE SOTTO LA BRACE
Si mettono sotto la brace patate di media grandezza, tempo di cottura 40 minuti. Sono buone tufate nel sale o nel pinzimonio. 

PINZIMONIO 
Con il pinzimonio si consumano, verdure fresche, quali sedano, cetriolo, pomodori, cipolle, aglio, peperoni verdi piccoli, finocchielle, carducci, v. gobbi, carciofi, asparagi lessati, radici (ravanelli) e anche patate lessate. Queste cose potevano anche essere consumate tufandole nel solo sale. 

STIACCIATELLA 
Era la colazione delle famiglie quando veniva fatto il pane in casa. Pasta lievitata a fritta a tutta padella nell'unto (strutto di maiale). 

CASTAGNE IN BUCCHIATA 
Castagne domestiche sbucciate, anche solo una parte, messe nell'acqua a cuocere con aggiunto sale c finocchio. 

CAVALLUCCI 
Impasto di farina di grano, zucchero, noci, fichi secchi tritati. Il tutto cotto nel forno. 

CROGETTI (Cenci) 
Pasta indolcita con aggiunto un po’ di vermut e scorza di arancio, fritta in olio d'oliva e strutto di maiale. Cosparsi di miele liquefatto e mangiati caldi. Questi erano i dolci delle veglie d'inverno, in campagna e del carnevale. 

CIAMBELLONE (anche questo è un dolce pasquale) 
Farina di grano e bicarbonato. Uova, zucchero, olio, latte, scorza di arancia grattugiata, un "tantinello" di vermut. Si impastano tutti gli ingredienti mettendoli in una teglia e si infila in forno. 

MIGLIACCIO 
Dolce preparato in occasione delle "sporcellate". Sangue di maiale, spezie, noce moscata, cavallucci, panpepato tritato. Cotto in padella con il fuoco sotto e con la brace sopra al coperchio del recipiente. 

PANE CO' I SANTI 
In un pane fatto in casa durante la settimana dei Santi veniva aggiunto un po’ di strutto, uva secca, noci, fichi secchi tritati e sale. 

PESCHE NEL VINO ROSSO 
Le pesche "duracina" v. tagliate a pezzi si mettono nel vino rosso, meglio se Brunello, unitamente allo zucchero, lasciandole bagnare per un po’ di tempo. 

SCHIACCIATA GIALLA DI PASQUA 
Farina di grano, lievito di birra, aromi: anice, zafferano, buccia di limone e di arancia che si faranno bollire nell'acqua che servirà poi per impastare la farina di grano, con il lievito di birra. Mentre si lavora la farina si aggiunge, olio di oliva, zucchero, acqua di rose e rosolio di menta. Quando l'impasto è arrivato a lievitazione si mette nelle teglie e si "infila" in forno. 

STIACCIATA (Focaccia) CIN I "FRICCIOLI"
Una parte della pasta del pane veniva condita con strutto, friccioli di maiale e sale. Il fornaio cuoceva le stiacciate prima di infornare il pane, che Ie donne portavano subito a casa, ed erano esenti dal conto della cottura del pane stesso. 

TORTA DI FICHI (la "Fica" era chiamata questa torta)
Una parte della marmellata di fichi, non passata al setaccio, veniva messa in un tegame, unitamente ai semi di anice e noci. Lasciavano asciugarle al sole o nel forno a bassa gradazione, poi veniva incartata nella carta pagliarina. Era un companatico invernale.
 


Indice Montalcino