AMICI  di  MONTALCINO  IERI

 

 

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MONTALCINO
Storia di tutto
e di tutti

 


450° Anniversario della Repubblica di Siena ritirata in Montalcino
1555 - 1559



 

  
MONTALCINO

 

LA  CULTURA

L'immenso patrimonio artistico che si può ammirare nel locale museo e nelle chiese

I nostri avi dopo aver costruito Montalcino a misura d’uomo e un paesaggio agricolo quasi perfetto come una vecchia giada passata fra mille e mille mani e da esse appreso quasi una bellezza trascendentale, ed aver sviluppato le arti e le professioni, dotarono la città di un immenso patrimonio culturale a testimonianza di una vita medievale ricca e varia.
Parte di queste “gemme” (perché molte altre sono andate disperse nei secoli) si possono ammirare al locale Museo
Civico e Diocesano di Arte Sacra come la Bibbia Atlantica –perché formato massimo ed a foglio disteso-.  I monaci di Sant'Antimo (Abbazia dove fu realizzata la Bibbia) non vissero all’interno di una muraglia cinese ma conoscevano la cultura di altre nazioni Europee portando in Italia delle innovazioni. I sei medaglioni inseriti nella struttura della lettera iniziale illustrano le opere dei sei giorni della creazione. Questo tema frequente nelle Bibbie Francesi ed inglesi in Italia è quasi del tutto sconosciuto prima del secolo XIII. "La miniatura della Bibbia di Montalcino quindi costituisce già una innovazione e testimonia già una influenza straniera”.
Gli artisti di scuola senese che lavorarono a Montalcino erano dei grandi e resero illustre la città: Bartolo di Fredi, D. Beccafumi (1448/1551), A. Della Robbia (1435/1525), B. Fungari (1460/1516) A. Lorenzetti (1285/1348), P. Lorenzetti (1280/1348), Simone Martini (1284/1344), F. Rusticini detto il Rustichino (1595/1626), V. Salimbeni (1568/1613), V. Tamagni (1492/1530), V.Vanni (1553/1610), P. Vannucci detto il Perugino (1445-50/1525) solo per citar
e quelli ricordati nelle più importanti pubblicazioni e associati a lavori realizzati in Montalcino.
I nostri antenati realizzarono boccali in maiolica esposti nel locale museo. “Montalcino fu prima ancora di Siena, uno dei più antichi o forse il più antico centro di produzione di ceramica della Toscana. I boccali ilcinesi, simili nella forma a quelli orvietani e databili fra la fine del secolo XIII e i primi del secolo XIV, si caratterizzano per il fondo bianco con decorazioni di animali e di motivi geometrici disegnati in bruno di rame e colorate in verde o celeste".
 

Foto: Museo Civico Diocesano di Arte Sacra.
 


Quando le prestazioni artistiche erano remunerate con vino vecchio e altri prodotti alimentari

Una "perla" da segnalare sono gli affreschi rinascimentali di Vincenzo Tamagni realizzati nello scrittoio di Montalcino (Piazza Cavour), recuperati come si deve recentemente, che raffigurano personaggi classici, Lucrezia e Giuditta, due donne fra le più rappresentate nell’arte rinascimentale. Aristotele, Marco Tullio Cicerone, Scipione, Platone, David, Josuè. Sotto le immagini le scritte sono in latino, la riscoperta dei classici fu la svolta degli studi medievali, gli umanisti adottarono il latino e tornarono al mondo antico per affrontare i problemi intellettuali ed etici della loro epoca. 
Tamagni affrescò anche la chiesa di San Francesco, i suoi quadri sono nella Chiesa del Soccorso, del Corpus Domini e di Santa Croce. Tamagni, che fu allievo di Raffaello, fu chiamato a Montalcino dal committente Andronico di Giovanni che fu uno dei più importanti, se non il più importante, Rettore della storia del locale Santa Maria della Croce. Interessante è conoscere, e i documenti contabili del locale Ospedale lo evidenziano, come veniva pagato il Tamagni nel 1510:
“Vincentio da San Gimigniano … dare infino a questo dì 29 aprile lire quarantocto, soldi tredici, … l’ò dati contanti lì a casa in sua mano sul muretto dinanzi accanto la nostra porta: disse voleva andare a Montevarchi a trovare, a vedere un frate: l’insegniò a dipingere la prima volta cioè L. 2”
“Vincenzio dipintore 26 novembre L. 2 tanti sono per mezza catasta di nostre legnia: l’ò data , conducta alla casa  dove sta, per Baccio nostro victurale"

“L’ò dati contanti in sua mano n
el ponte della cappella di Sancto Pietro in Sancto Francesco L. 3, disse per comprarsi le scarpe e per suo spendere”
“L’ò dati in contanti nella tavola della nostra cucina : disse per mandarli per l’oro, cioè L. 6”
“L’ò dati contanti in sua mano in cucina nostra disse per spendere questa Pasqua cioè L. 1 e soldi 1”
“Sono per 2 staia di farina  a decto Meio: disse per vendere a Crezia di ser Pierleone.” 
“E die dare soldi 6 e denari 8: sono per una forma di cascio; li dè a Meio suo; pesò libbre 2, cioè 6 soldi e 8 dinari. “
“E die dare a dì 23 di decto per staia 3 e ½ di pane con lui d’accorso cioè L. 4”
“E die dare a dì di decto  soldi 6 e dinari 4 , sono per libre 5 di olio, li demo a lui proprio un fiasco”
“E die dare per infino a dì di decto l. 16 e soldi 10: tanti sono per 107 fiaschi di vino vechio …” 
 

Foto: Giuditta, personaggio biblico, nello scrittoio dell'antico Ospedale di Montalcino affrescato da Vincenzo Tamagni (1492-1530) che fu allievo di Raffaello. Dello stesso artista a Montalcino si possono ammirare: gli affreschi nella chiesa di San Francesco, un quadro nella chiesa della Madonna del Soccorso, nella chiesa di Santa Croce e del Corpus Domini. L'artista veniva pagato anche "con 107 fiaschi di vino vechio" per un importo "L. 16, s. 10, d. 0".


Opere d'arte anche nelle località del comune

E’ nel medio Evo che si realizzarono opere d’arte anche nelle "località decentrate” es. P. Lorenzetti affrescò la Chiesa di Castiglione del Bosco. Una tavola a lui attribuita si trova nella Chiesa della Madonna di Sant'Angelo in Colle, V. Salimbeni realizzò una sua opera d’arte nella Chiesa di Castelnuovo dell’Abate. Aver dotato il nostro territorio di un immenso patrimonio artistico quando per dirla con il Cerratti Montalcino “fu piazza e sedia di guerra”, fu il segno di un amore sconfinato che i nostri antenati avevano per la loro terra che non volevano seconda a nessuno anche nell’arte.
Le nostre principali opere d’arte in numero di 44 furono esposte alla mostra dell’arte antica senese che si tenne a Siena nel 1904. “La critica pubblica unanime ha classificato Montalcino fra i principali espositori, così si legge nelle cronache dei giornali di allora”.
 


La mostra dell'Arte Antica del 1925

I Montalcinesi poterono ammirare il loro patrimonio artistico nel 1925 quando nel palazzo comunale fu allestita la “mostra di arte antica”.  Aperta il 10 maggio 1925, doveva chiudere nel settembre successivo, ma per il grande successo di pubblico e di critica, la chiusura fu rinviata all’ottobre 1926. L’esposizione fu visitata da numerosi forestieri, oltre agli italiani, inglesi e americani concordi nel rilevare la sua grande importanza e la felice riuscita. L’Americano F. Mason Perkins, conoscitore della pittura medievale, scrisse un articolo dal titolo ”La pittura alla mostra d’arte di Montalcino” pubblicato sulla rassegna d’arte senese anno XVIII° 1927.
Agli inizi degli anni ’50 del novecento fu inaugurato il Museo Diocesano di Arte Sacra e il Museo Civico che furono unificati in un solo Museo nei locali dell’ex Convento di Sant'Agostino nel 1977 dove tutt’oggi ha la propria sede.
 

Foto: Per la prima volta i montalcinesi poterono ammirare i loro "gioielli artistici" esposti in questa mostra. La chiusura della mostra fu prorogata di un anno dato il grande afflusso dei visitatori.
 


Altri musei

Nel 1992 la Banfi, grande Azienda Vinicola, realizzò nel suo Castello di Poggio alle Mura l’originale Museo del vetro. Recentemente il Comune in un locale di Piazza Cavour ha aperto il Museo dei Costumi e dei Tornei con l’arco. Una Fondazione locale nei locali della Fattoria dei Barbi, messi a disposizione dal suo proprietario Stefano Cinelli Colombini, ha allestito il Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello (www.museomontalcino.it).
 

Foto: 1992, inaugurazione del "Museo del Vetro" al castello di Poggio alle Mura.
 

 

Foto: Museo dei costumi dei tornei di tiro con l'arco, veduta parziale.
 

 

Foto: Ai Podernovi, realizzato da Stefano Cinelli Colombini, si può visitare il "Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello".
 


L'archivio storico e la Biblioteca Comunale

L’archivio comunale di Montalcino, riordinato e accessibile nel 1989, consta di 12.000 filze ed è una fonte inesauribile per chi vuol conoscere la storia della nostra comunità: Comune, Ospedale, Conservatorio di S. Caterina, Società di Mutuo Soccorso ecc. ecc.
Nello stesso locale dell’Archivio ha sede la Biblioteca comunale inaugurata nel 1874; allora contava 5.500 volumi, oggi la Biblioteca storica è in riordino, conta 14.000 “pezzi” fra incunaboli e libri, mentre la Biblioteca circolante aperta al pubblico conta 9.000 volumi.
 
Giovedì 10 marzo 2005, presso il palazzo comunale storico di Montalcino, il Sindaco ha conferito a Don Antonio Brandi una medaglia d'oro per la sua attività di ricercatore della storia di Montalcino e per la pubblicazione di numerosi lavori e trascrizioni di una serie di vecchie opere manoscritte sulla vita cittadina la cui lettura sarebbe altrimenti stata riservata a pochi (alcune trascrizioni degli scritti di Tullio Canali, il riassunto delle 180 pergamene del Seminario Vescovile di Montalcino, numerose pubblicazioni fra cui quelle sulla chiesa della Madonna del Soccorso, sul convento e la chiesa di Sant'Agostino e Beato Filippo Ciardelli, sulla chiesa di San Francesco, sulla confraternita di Misericordia dei Bianchi, sull'abbazia di Sant'Antimo, sul convento dei Cappuccini e antica chiesa del Romitorio, sulla parrocchia di Santa Margherita, sul monastero delle Monache di Santa Caterina da Siena, sulla toponomastica, sui parroci, sulle famiglie, sulle pietre, ecc.).
  

Foto: L'archivio comunale di Montalcino conta 12.000 filze iniziando dal 1444, data in cui, dolosamente fu bruciato l'archivio. Nello stesso locale la biblioteca in riordino conta 14.000 fra libri e incunaboli. La biblioteca circolante aperta al pubblico ha una dotazione di 9.000 volumi.

 

Foto: Il Sindaco di Montalcino Massimo Ferretti conferisce a Don Antonio Brandi una medaglia d'oro per la sua attività di ricercatore della storia di Montalcino e per la pubblicazione di numerosi lavori e trascrizioni di una serie di vecchie opere manoscritte sulla vita cittadina (Montalcino - Palazzo storico comunale - 10 marzo 2005).
 


Il corpo bandistico e le pubblicazioni locali

Già nel 1600 localmente esisteva un complesso bandistico che continua oggi la sua attività musicale sotto il nome di Corpo Filarmonico G. Puccini, con una propria scuola di musica. 
Nel 1886 esce il primo quindicinale locale "l’Elce" che veniva stampato localmente.

Ne seguiranno altri:
Il PROGRESSO                                                                                 1891/1934
LIBERTAS                                                                                         1907/1911
Il RISVEGLIO                                                                                   1911/1914
IL LAVORATORE                              settimanale                          1914
IL LIBERO PENSIERO                     quindicinale                          1922/26
IL LECCIO                                                                                        1922
RISVEGLIO                                      settimanale                           1951/1969
LA FORTEZZA                                 
mensile                                  1954/1972
L’INFORMATORE                             mensile                                  1963/1972
IL BAGATTINO                                 quindicinale                           1994
AMICI DI S.ANTIMO                        periodico                               1990
BRUNELLO NOTIZIE                                                                        1991
MONTALCINO PIU’                          che cesserà le pubblicazioni 
IL NUOVO MONTALCINO PIU’ 
LA PIAZZA
ANTHIMIANA, Studi e Ricerche dell’Abbazia di S. Antimo esce a fascicoli annuali ed ha un  proprio comitato scientifico composto da Mario Ascheri, Giuliano Catoni, Italo Moretti, Paolo Nardi. Edizioni S. Antimo  
  

Foto: Il corpo bandistico di Montalcino in una foto del 1930. Il 18 aprile 1630, in città, sorse una "scuola di sonar la tromba" (Tullio Canali - Storia della città di Montalcino).
 

 

Foto: 1886, Il primo quindicinale diretto da un montalcinese e stampato in città. Ne seguiranno altri, fino ai giorni nostri.
 

 

Foto: Prestigiosa pubblicazione locale di studi e ricerche.
 


Il teatro

Nel 1600 nasce l’Accademia degli Astrusi con un suo Teatro chiamato appunto Teatro degli  Astrusi.  Da allora inizieranno a recitare Compagnie teatrale di dilettanti locali la cui tradizione continua oggi con il Teatro dell’Accatto le cui rappresentazioni sono seguite da un folto pubblico. 
Dal 1955 al 1959, in occasione delle manifestazioni per il IV centenario della repubblica di Siena ritirata in Montalcino, furono tenute conferenze storiche sull’argomento, mostre di cimeli storici (furono esposte tutte le monete che la Repubblica di Siena battè in Montalcino dal 1555 al 1559). Ebbero luogo anche rappresentazioni teatrali con attori della TV “La cacciata delle bocche inutili, con gli Esuli sulla Via di Montalcino, la Caduta della Repubblica di Siena in Montalcino.“ 
Successivamente sia con il “circuito teatrale senese e dal 1980 con il Festival Internazionale dell’attore che oggi prosegue unitamente al Festival della Val d’Orcia, a Montalcino hanno recitato grandi attori di fama nazionale e internazionale quali: Dario Fo’, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Renato Rascel, Giorgio Albertazzi, Monica Vitti, Piera Degli Esposti, Chemp, mimo di fama mondiale. Eduardo De Filippo al Teatro all’aperto in Fortezza si presentò per l’ultima volta sul palcoscenico. 
 

Foto: La foto rievoca i festeggiamenti per il quarto centenario della Repubblica di Siena in Montalcino (1555-1559). Le manifestazioni culturali ebbero una durata di quattro anni (1955-1959). Il sindaco di Siena e il sindaco di montalcino si scambiano le bandiere delle città.  
  

 

Foto: La foto rievoca i festeggiamenti per il quarto centenario della Repubblica di Siena in Montalcino (1555-1559). Le manifestazioni culturali ebbero una durata di quattro anni (1955-1959). La Balzana si innalza negli spalti della fortezza di Montalcino, ove sventola tuttora nelle grandi occasioni. Il Gonfalone di Montalcino è esposto nella facciata del palazzo comunale di Siena in ogni grande occasione. I figuranti delle 17 contrade di Siena si esibiscono nella Fortezza di Montalcino.
 

 

Foto: Un manifesto della programmazione del festival dell'attore.
 

 

Foto: 1985, fortezza di Montalcino. Nel quadro del "Festival dell'Attore" Edoardo De Filippo compare sul palcoscenico per l'ultima volta. 
 

 

Foto: Il festival Internazionale dell'Attore prosegue unitamente con il Festival della Val d'Orcia. 
 

 

Foto: 1992, cittadinanza onoraria di Montalcino al premio nobel Rita Levi Montalcini discendente di un'antica famiglia ilcinese.
 


I film girati localmente e l'arrivo del cinematografo a Montalcino nel 1907

Montalcino è conosciuto nel mondo anche grazie ai film che sono stati girati nel suo territorio: ne elenchiamo cinque, i più famosi: “La Pia dei Tolomei” (1941) del regista Esodo Pratelli, “Il Falco d’Oro” del regista Carlo Ludovico Bragaglia , “Fratello Sole Sorella Luna” (1971) di Franco Zeffirelli doppiato in diciotto lingue, “La Calandria” di Pasquale Festa Campanile, “Grazie di Tutto” del regista Luca Manfredi, “Boccaccio” del regista svizzero Grytzko Mascioni.
Ci corre l’obbligo di ricordare che il 10 ottobre 1907 a Montalcino ebbe luogo la prima rappresentazione cinematografica. Per curiosità elenchiamo le pellicole proiettate:
“Il varo della nave di Pisa” (splendida cinematografia dal vero)
“Un signore che segue le donne” (fantastica)
“Uova di Pasqua” (cinematografia fantastica a colori in 10 quadri)
“Il ricatto” (dramma impressionantissimo)
“Le perizie di un maiale” .
Quella del cinematografo “la più importante delle arti per il suo carattere di massa” fu molto seguita, tant’è che il 26 dicembre 1907 accorsero a vedere il film 399 spettatori tutti paganti e confermava la sensibilità dei montalcinesi per il nuovo che sempre li ha caratterizzati. 
 

Foto: Scena del film, del 1971, "Fratello sole e sorella luna" di Franco Zeffirelli girata nella Fortezza di Montalcino. Il film è stato doppiato in 18 lingue.
 

 

Foto: Cinematografo Ilcinese. Le feste sono quelle del 1907-1908.
 


I premi letterari annuali

Nel 1981 la sig.ra Francesca Colombini Cinelli organizza il I° premio Internazionale Barbi Colombini. I premi sono assegnati da una giuria di scrittori e giornalisti i cui componenti sono: Sergio Zavoli, Leone Piccioni, Ugo Ranfani, Mario Luzi, Geno Pampaloni, Jonh Earle. Hanno ottenuto premio fra gli altri, Enzo Biagi giornalista e scrittore, Romano Bilenchi scrittore, Gina Lagorio scrittrice, Susanna Tamaro scrittrice, Mario Rigoni Steer scrittore, lo scrittore Statunitense premio Nobel per la letteratura Saul Below. Oggi il premio ha preso il nome di Casato Prime Donne istituito dalla signora Donatella Cinelli Colombini.
Da sei anni, nel mese di settembre a cura del Comune e del Parco artistico della Val d’Orcia, si svolge un Laboratorio Internazionale di Storia Agraria e sono premiati i migliori lavori che analizzano l’agricoltura del Medio Evo. 
 
 

Foto: "Premio internazionale Barbi Colombini", la signora Francesca Colombini Cinelli consegna il prestigioso premio alla consorte dello scrittore Romano Bilenchi.
 

 

Foto: Premio internazionale "Casato Prime Donne" 2002. Donatella Cinelli Colombini ed il Sindaco di Montalcino premiano il noto conduttore televisivo Osvaldo Bevilacqua che devolse il valore del premio al recupero degli affreschi di Vincenzo Tamagni nello scrittoio dell'ex-ospedale di Montalcino.
 

 

Foto: Laboratorio per lo studio dei costumi contadini.
 


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